Sampeyre, il regno dei gatti tra le montagne della Val Varaita
Nell’alta provincia di Cuneo, incastonato tra i boschi di larici e le pareti rocciose delle Alpi Cozie, c’è un luogo che sembra uscito da una fiaba. È Sampeyre, uno dei borghi più belli e autentici della Val Varaita. Ma chi si ferma solo a guardare le antiche case in pietra e i tetti di lose, rischia di perdersi il vero spettacolo: i gatti.
Perché Sampeyre non è solo il paese della storica "Baìo", la rievocazione carnevalesca che affonda le radici nel Medioevo. È anche un rifugio silenzioso per decine di mici, che qui hanno trovato un equilibrio perfetto tra libertà selvatica e vita di comunità.
Signori del borgo antico
Passeggiando per i vicoli del centro storico, attorno alla bella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, non è difficile imbattersi in un musetto curioso che spunta da una finestra, o in una coda che scompare sotto una vecchia carrozza. I gatti di Sampeyre sono ovunque, e non sembrano randagi nel senso comune del termine. Sono piuttosto abitanti a tutti gli effetti.
Con passo felpato, sorvegliano la piazza, si stiracchiano al sole sui muretti a secco, e accompagnano – con distaccata eleganza – i pochi turisti che scoprono questo angolo di paradiso. Ogni gatto ha il suo "quartiere": c’è chi governa nei pressi del ponte sul Varaita, chi preferisce il sagrato della chiesa e chi si è stabilito vicino ai forni del pane, dove l’aria profuma ancora di legna bruciata.
Un rapporto antico con la montagna
Non è un caso che Sampeyre sia così "felino". In passato, in tutte le borgate della valle, i gatti erano indispensabili per proteggere grano e provviste dai topi. Oggi quella funzione si è persa, ma l’amore per questi animali è rimasto. I residenti li rispettano, li nutrono discretamente e si assicurano che vengano sterilizzati grazie al lavoro di volontari e associazioni locali.
Nei lunghi inverni innevati, quando Sampeyre si copre di bianco e il silenzio è rotto solo dal crepitio della stufa, i gatti si rifugiano nelle stalle, nei fienili o nelle piccole baite poco fuori paese. Ma con i primi raggi di sole primaverile, tornano immediatamente a presidiare il borgo, come antichi guardiani.
Il gatto che ferma il tempo
C’è qualcosa di terapeutico nell’osservare la vita di questi gatti. Mentre l’uomo corre, loro insegnano l’arte della sosta. A Sampeyre, disteso su una panchina di legno davanti a un caffè, si può imparare a guardare il mondo con i loro occhi: ogni raggio di sole è un evento, ogni carezza un lusso, ogni rincorsa tra le foglie un’avventura epica.
Per gli amanti dei felini, Sampeyre è molto più di una meta escursionistica. È un santuario laico, un posto dove i gatti sono ancora padroni del loro destino, liberi di arrampicarsi sui tetti o di dormire dentro una fontana antica senza che nessuno li scacci.
Visitare Sampeyre… seguendo un gatto
Se avete in programma un viaggio in Val Varaita, lasciatevi guidare. Parcheggiate l’auto nella parte bassa del paese e salite verso il centro storico a piedi. Non cercate indicazioni turistiche: seguite semplicemente il primo gatto che incontrate. Vi porterà nei luoghi più autentici: un cortile segreto, un lavatoio di pietra, un balcone fiorito con vista sulle montagne.
E quando il gatto si fermerà, accovacciato su una scalinata, fermatevi anche voi. Sedetevi accanto a lui. Per un attimo, sarete parte di Sampeyre: un piccolo villaggio dove il tempo scorre lento, l’aria è buona, e i gatti – veri e unici protagonisti – vi regaleranno un sorriso senza chiedere nulla in cambio.
Info utili: Sampeyre si raggiunge da Saluzzo seguendo la SP 105 della Val Varaita. Il paese offre diversi punti di ristoro e alloggi in baita. Da non perdere, se siete nella zona, il Santuario di Brusà e la salita al colle di Sampeyre (2.284 m), uno dei valichi alpini più alti delle Alpi occidentali. Ricordate: se incontrate uno dei gatti del borgo, un semplice "pss pss" potrebbe bastare per farvi un amico… ma rispettate sempre la loro libertà.